La teoria della Rimediazione

da | 14 Lug, 2012 | Miscellaneous

Il saggio di Bolter e Grusin “Remedation” parte da alcune considerazione fatte ancora negli anni ’50 da Marshall McLhuan il quale sosteneva che “il contenuto di un medium è sempre un altro medium”. Con questo principio il sociologo canadese ha spiegato in maniera molto chiara e lucida lo scenario massmediale al quale stavamo andando in contro. Vi è una reciproca dipendenza, ogni media si appropria di forme e significati sociali appartenenti ad altri media: questo è il significato che ha voluto dare McLuhan con il suo celebre claim, famoso ormai in tutto il mondo.

Bolter e Grusin partono da queste considerazioni sostenendo che nell’epoca postmoderna nel quale stiamo vivendo, cambia radicalmente il concetto di vecchi e nuovi media. I nuovi rimodellano i vecchi costruendo nuove modalità di comunicazione e i vecchi per poter sopravvivere rimodellano se stessi in continuazione, in perenne competizione con i nuovi media. Ad oggi, epoca digitale, in cui il computer ed Internet giocano un ruolo primario e dove la banda larga inizia a raggiungere milioni di persone sparse sulla Terra, potremmo dire che il fenomeno della rimediazione ha permesso ai media analogici di “riconvertirsi” in quelli digitali. Ad esempio, infatti, una semplice pagina di un portale web potrebbe essere considerata come la naturale evoluzione di un quotidiano stampato. In questo caso possiamo affermare come il portale web “rimedia” la pagina del quotidiano stampato.

La Rete, oggi, può essere considerato il più vasto contenitore multimediale: con un unico mezzo è molto semplice spaziare dalla musica, leggere le notizie dei maggiori quotidiani mondiali, fino a vedere filmati ed a leggere libri in formato digitale. In questo caso, Internet non manipola gli oggetti ed i prodotti culturali che propone bensì lo veicola in modalità diverse. Lo stesso discorso vale per gli e-book ossia i libri digitali, la nuova frontiera tecnologica del futuro. Si tratta di libri che vengono trasferiti dalla carta al computer, seguendo una logica binaria. In questo caso possiamo affermare che i libri hanno cambiato supporto ma non natura.

Come accennato in precedenza, il computer è un media eclettico. Tutti i media tradizionali, infatti, sono ri-assemblati in un unico e potente mezzo. L’unico media che è stato capace di ri-assorbire i cosiddetti media alfabetici come il papiro, passando per i codici medievali arrivando fino ai libri e ai giornali; quelli chiamati iconici statici e dinamici come la fotografia, il cinema e la tv; i media aniconici quali la radio e la musica; ed infine anche la realtà simulata.

Uno spunto interessante arriva anche da un saggio di Paolo Ferri, intitolato “Fine dei mass media. Le nuove tecnologie della comunicazione e le trasformazioni dell’industriale culturale”. L’autore infatti parla di “rimediazione di rimediazione” considerando il fatto che già McLuhan avesse attribuito al concetto ai media elettrici che avevano rimediato il papiro e la carta stampata. I media digitali a loro volta rimedia i media elettrici in un continuo rimando a nuovi spunti e tecnologie. Il vantaggio dei media digitali consiste nel fatto che sono capaci di rimediare tutti i vecchi media attraverso un unico linguaggio quello binario. Così la radio si trasforma in stringhe di zero e uno fruibile grazie al PC attraverso i cavi telefonici, lo stesso processo avviene per le televisioni che si spostano sul web. In una pagina web è possibile leggere notizie ed ascoltare musica contemporaneamente. Resta da chiedersi come si evolverà la Rete in quello che molti iniziano a definire web 3.0.

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