Lo Youtuber: le verità nascoste!

da | 24 Nov, 2017 | Tutto Sui Social Networks

Lo Youtuber, al pari del SEO Manager e del Social Media Manager è una professione figlia dell’era digitale. Non è necessario avere molte competenze a riguardo ma semplicemente la voglia di mettersi in gioco e di raccontare qualcosa di nuovo e originale. Se ci pensiamo bene molti Youtuber hanno iniziato per caso, per puro divertimento, solo successivamente l’hanno fatta diventare una professione.

Nel lontano 1964 Marshall McLuhan, nel suo scritto più famoso “gli strumenti del comunicare” introdusse per la prima volta la sua celebre frase ”il medium è il messaggio”. Il sociologo canadese aveva sostenuto che:

… le conseguenze individuali e sociali di ogni medium, cioè di ogni estensione di noi stessi, derivano dalle nuove proporzioni introdotte nelle nostre questioni personali da ognuna di tali estensioni o da ogni nuova tecnologia.

…in questo contesto può risultare illuminante l’esempio della luce elettrica. Essa è informazione allo stato puro. È un medium, per così dire, senza messaggio, a meno che non lo si impieghi per formulare qualche annuncio verbale o qualche nome. Questo fatto, comune a tutti i media, indica che il contenuto di un medium e sempre un altro medium.

… il medium è il messaggio perché è il medium che controlla e plasma le proporzioni e la forma dell’associazione e dell’azione umana. I contenuti, invece, cioè le utilizzazioni, di questi media, possono essere diversi, ma non hanno alcuna influenza sulle forme di associazione.

 

Con l’espressione “il medium è il messaggioMcLuhan intendeva sottolineare che non è il contenuto di un messaggio ad influenzare la mente ma le modalità con cui viene trasmesso. Quindi ad esempio lo stesso messaggio trasmesso in un telegiornale o letto in un magazine online può essere percepito in modo diverso. Successivamente arrivò alla conclusione che il prossimo medium, qualsiasi cosa sarà, potrebbe essere l’estensione della coscienza.  Se ci pensiamo bene questo signore canadese più di 40 anni fa aveva predetto l’avvento di Youtube.

Dopo McLuhan ci sono stati altri sociologi che hanno ripreso il suo pensiero: Chris Anderson con “The long tail” aveva analizzato la problematica dedicata ai nuovi produttori:

…mai sottovalutare il potere di un milione di amatori, soprattutto se hanno accesso alla fabbrica

 

Ha così teorizzato la teoria della democratizzazione degli strumenti di produzione:

Sebbene sia stata la fotocopiatrice a smentire per prima l’aforisma “il potere della stampa va a chi la possiede”, è il blog ad avere innescato la rinascita dell’editore amatoriale.

 

Potremo quindi afferma che oggigiorno stiamo vivendo la rinascita della TV amatoriale! Per diventare uno Youtuber non è più necessario avere attrezzature costose è sufficiente il proprio cellulare!

Concludo questa breve parentesi sociologica con Bolter and Grusin con la loro opera “Remediation – Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi”.

…l’impaginazione ricorda un’applicazione multimediale piuttosto che una trasmissione televisiva. Il giornale tenta di emulare nella sua versione cartacea l’interfaccia creata per la versione web. A questo proposito anche i notiziari televisivi dimostrano l’influenza esercitata dall’interfaccia grafica utente quando dividono lo schermo in due o più quadranti, collocando testo e numeri sopra e intorno alle immagini incorporate.

… il nuovo medium può rimediare cercando di assorbire completamente il medium più vecchio, così da minimizzare la discontinuità tra i due. Lo stesso atto di rimediazione, comunque assicura che il vecchio medium non possa scomparire del tutto, il nuovo medium rimane dipendente dal vecchio, sia consapevolmente che inconsapevolmente. Il genere di videogiochi, quali Myst o Doom, ad esempio, rimedia il cinema, tanto che questi giochi vengono spesso cimati “film interattivi”

… il termine rimediazione è usato in campo educativo come un eufemismo per indicare l’obiettivo di portare gli studenti rimasti indietro a livelli accettabili di preparazione e nel capo dell’ingegneria ambientale per indicare il processo di ristabilimento dell’equilibrio in un ecosistema danneggiato. La parola può trovare le sue origini nel latino remederi, curare, riportare in salute.

… nella nostra terminologia questo significa che le nuove tecnologie di rappresentazione vanno avanti o riformando o rimediando quelle precedenti; quest’ultime, al contrario, lottano per mantenere la loro legittimità cercando di rimediare le tecnologie più recenti. I cyberentusiasti sostengo che i nuovi media rimediano quelli vecchi, stanno accompagnando il cambiamento sociale.

 

In sintesi hanno cercato di chiarire il rapporto tra vecchi e nuovi media: i nuovi rimodellano i vecchi costruendo nuove modalità di comunicazione e i vecchi per poter sopravvivere rimodellano se stessi in continuazione, in perenne competizione con i nuovi media. Quindi di fatto Youtube ha rimediato la Televisione che dal tubo catodico è diventata Smart. Non solo dal punto di vista della musica ma anche di Telegiornali Amatoriali, Tutorial, Guide di approfondimento, …

8 consigli pratici

Come diventare uno youtuber

  1. Prima di decidere consa fare incomincia a spulciare tra i contenuti di Youtube (400 ore di video al minuto). Individua la tua passione e fa emozionare gli altri (pensa a Favij e a alle emozioni che ti dà ogni volta che carica un video). Un consiglio spassionato armati di buona pazienza e fatti aiutare dai filtri per fare un po’ di scrematura. Trova la tua nicchia!
  2. La seconda domanda che ti devi porre è: Cosa voglio dire? Ma soprattutto: Come lo voglio dire? Tanti Youtuber sono partiti dalle loro passioni, veicolando messaggi in prima persona mettendoci la faccia. Trova un guizzo creativo (un gesto, una frase, un modo per montare il vìideo) per differenziarti dalla massa.
  3. Un altro piccolo suggerimento che ti posso dare è evitare di prenderti troppo sul serio. Non è certo un lavoro da colletti bianchi: enjoy and relax.
  4. L’abito fa il monaco. In una società dove conta solo l’apparenza è fondamentale fare in modo che l’aspetto grafico del proprio canale sia in linea con il target che si vuole raggiungere. La domanda che ti devi porre è. Chi è il mio utente ideale? Ci sono un sacco di tutorial che spiegano, passo dopo passo, come creare un canale su youtube: https://www.focusjunior.it/tecnologia/youtuber/come-diventare-uno-youtuber-parte-2
  5. Crea un piano editoriale dove scheduli in maniera periodica i tuoi video. Ovviamente non è una questione di mera quantità. Più video qualitativi si pubblicano più sono le possibilità di avere condivisioni.
  6. Costruisci una linea diretta con i tuoi fan con un rapporto sincero.
  7. Cura i metadati allo stesso modo con cui faresti con i meta tag. Ci sono degli strumenti gratuiti come ad esempio keywordtool.io che ti permettono di capire quali sono le parole più ricercate su Youtube.
  8. Fa rete con altri Youtuber

Quali tipo di video?

Quali tipi di video?

  1. Training Tutorial: provate a pensare al tutorial che ti spiega come fare gli esercizi addominali! Condivido tutorial su come usare Photoshop – Impara da Zero (https://www.youtube.com/watch?v=YbXO5XE06g4)
  2. Webinar: sono delle lezioni online riprese da una telecamera. La lunghezza del video non è rilevante e spesso possono alternare slide alla visualizzazione del docente. Condivido webinar che spiega l’ecologia dei media di Marshall McLuhan (https://www.youtube.com/watch?v=ZB5GB6BWvQA)
  3. Recensioni. Si fa riferimento al lancio di un nuovo prodotto. Provate a pensare quanti video vengono fatti quando esce fuori un nuovo smartphone. Condivido Recensione che spiega la qualità della fotocamera del nuovo Smartphone di Google “Pixel 2” (https://www.youtube.com/watch?v=Dqxw_TrU2IE)
  4. Video Aziendali. Si tratta spesso di video che le aziende hanno fatto per scopi differenti dal web ma che possono aiutare ad informare il consumatore sulle novità del prodotto o servizio. È un mercato particolare non semplice dove è necessario stabilire un rapporto con i player di settore. Condivido video aziendale di Poste Italiane (https://www.youtube.com/watch?v=Q9VUrO4mB_s)
  5. Animazioni: si tratta principalmente di cartoni animati, se vi piace il genere si possono usare anche per il lancio di un nuovo prodotto (vedi RedBull), tutorial, ecc. Condivido Redbull Spot Piccione (https://www.youtube.com/watch?v=AW3c7Vwv7Yg)
  6. Interviste: beh c’è poco da dire sulle interviste chiunque può realizzarle anche con uno smartphone a patto che sia di discreto livello. Possono essere fatte a influencer o possono avere un taglio aziendale. Potete fare una intervista doppia stile Iene oppure imbastire un vero e proprio talk show. Condivido la sexy intervista con Kris Carr (https://www.youtube.com/watch?v=kQrzeRL2Zkc)
  7. Documentari: Il documentario nasce per canali diversi dal web ma possono esserci degli eventi come catastrofi naturali, terrorismo che necessitano di una alternativa ai canali tradizionali. Condivido il documentario sulla vendita di armi e droga nel deep web (https://www.youtube.com/watch?v=HJOSm9Bg7WY)
  8. Vlog: se andiamo a prendere la definizione che da wikipedia è una forma di blog nel quale la fonte principale di comunicazione è il video. Provate a pensare di raccontare un’esperienza di viaggio, un’uscita con gli amici momenti che volete condivide con il pubblico. Condivido il Vlog Hello, Santorini (https://www.youtube.com/watch?v=z1BVtIEYDDg)
  9. Sketch: qui andiamo sul tecnico dove avere esperienze da teatranti ti può sicuramente aiutare. Scenografia e post-produzione sono altri aspetti che bisogna considerare. Condivido lo Sketch 100 Cose Che Non Sai – Doesn’t Matter (https://www.youtube.com/watch?v=kYkOJEIivr8)
  10. Video Musicali: molti artisti sconosciuti al grande pubblico sono riusciti ad emergere grazie a Youtube. Allora che stai aspettando, prendi il tuo smartphone e lanciati! Condivido il video clip “Valentina Belli – A chi t’aggia giurà” (https://www.youtube.com/watch?v=xCn3CPxqi54).
  11. Live Video: La diretta è una tipologia di video molto utilizzata per trasmettere eventi in diretta. Come non potrei condividere il clip musicale registrato al TEDx di Verona nel 2016 dove Simona Atzori dipinge con i piedi (https://www.youtube.com/watch?v=xdqQsWmbTBg)
  12. Web Series: per chi ha budget importanti può realizzare delle Web Series. Condivido La Tamarra (https://www.youtube.com/watch?v=xdqQsWmbTBg)
  13. TV Show: se vi sentite un anchorman potete sempre realizzare un TV Show. Condivido TV Show Scienze Forensi (https://www.youtube.com/watch?v=h3-Pj-zbEq8)
  14. Mix/aggregation: in questo tipo di video non bisogna fare nulla bisogna semplicemente fare un mix dei video più popolari. Condivido celebre Mix fatto nel 2014 Best of Web 4 – HD – Zapatou (https://www.youtube.com/watch?v=hUj65M4T1cg)

SEO Yutube: come ottimizzare il tuo video per arrivare in prima posizione

Un’altra attività che uno youtuber deve fare è preoccuparsi di posizionare i propri video nelle prime posizioni su Yotube. Per certi versi le metodologie non sono molto diverse rispetto a quelle SEO: selezione delle parole chiave, ottimizzazione del titolo e testo a corollario del video. Dopo queste premesse cerchiamo di capire come è possibile capire in che modo possiamo migliorare l’esperienza che facciamo fare ai nostri visitatori.

Le metriche di Youtube Analytics

youtube analytics

L’attività di analisi come in tutti i lavori di questo mondo è una parte cruciale del nostro lavoro a cui non possiamo sottrarci. Per poter vedere le statistiche del nostro canale è sufficiente accedere a Youtube, entrare nel proprio canale e cliccare sul pulsante Creator Studio.  A quel punto non ti resta altro che cliccare su Analytics. Vediamo in breve cosa devi guardare:

  1. PANORAMICA: offre una overview delle metriche più rilevanti. Ti permette di capire anche quali sono i video più popolari, geolocalizzazione, sesso, sorgenti di traffico e luoghi di visualizzazione (su Youtube o siti esterni).
    1. il numero di visualizzazioni: da prendere molto con le pinze, non sempre il numero di visualizzazioni corrisponde ad una reale soddisfazione da parte dei visitatori ma anche pur vero che è un indicatore che insieme ad altri fattori può riservare ancora una certa importanza. Basti pensare la percentuale di completamento di un video
    2. Il tempo di visualizzazione: è abbastanza palese ritenere che più tempo una persona si sofferma su un video maggiore è la percentuale di soddisfazione.
    3. Commenti: beh sui commenti c’è poco da dire, è a mio avviso uno degli indicatori più importanti.
    4. Iscritti: alla voce iscritti è possibile verificare il numero complessivo delle iscrizioni e confrontarle con quelle nuove e quelle perse.
    5. Condivisioni: come è per i commenti è evidente che dobbiamo alzare il numero di persone che direttamente o indirettamente condivido i nostri video
    6. Video nella playlist: si riferisce al numero di persone che aggiungono il tuo video ai preferiti o alla playlist “Guarda più tardi”. È possibile vedere anche il numero di persone che hanno rimosso il video dalla playlist.
    7. “Mi piace” e “Non mi piace”: nulla da aggiungere!
  2. IN TEMPO REALE: importante indicatore che ci consente di comprende la freschezza dei nostri video. Nel breve periodo, video recenti, di solito hanno più probabilità di essere visti.
  3. RAPPORTI SUL TEMPO DI VISUALIZZAZIONE
    1. TEMPO DI VISUALIZZAZIONE: offre un’analisi dettagliata sul tempo trascorso nei nostri video (in minuti e durata media della visione).
    2. FIDELIZZAZIONE DEL PUBBLICO: è possibile sfruttare questa scheda per capire quali sono stati i video con più visualizzazioni, area geografica, data, utilizzo della traduzione, tipo di dispositivo.
    3. DATI DEMOGRAFICI: età e sesso.
    4. LUOGHI DI VISUALIZZAZIONE: ci aiuta a capire dove sono stati visti i nostri video. Possono essere stati visualizzati all’interno di Youtube oppure incorporati in applicazioni o siti esterni. Le metriche associate a questa tabella sono: tempo di visualizzazione, visualizzazioni, durata media visita, percentuale media visualizzata
    5. SORGENTI DI TRAFFICO: con questa tabella è possibile andare nel dettaglio. Quindi potete sapere ad esempio su quali siti esterni sono stati visti i video (da Facebook, Whatsapp, Ricerca di Google, Gmail, ecc.)
    6. DISPOSITIVI E TRADUZIONI
  4. RAPPORTI SULLE INTERAZIONI
    1. ISCRITTI
    2. “MI PIACE” E “NON MI PIACE”
    3. VIDEO NELLA PLAYLIST
    4. COMMENTI
    5. CONDIVISIONE
    6. ANNOTAZIONE
    7. SCHEDE

Seo Youtube: quali sono i fattori che devo tenere in considerazione?

seo youtube

IL TITOLO DI UN VIDEO (come del resto il titolo di un articolo lato SEO) è di cruciale importanza. Ci sono ad esempio tools come ad esempio keywordtool.io che ti consento di trovare le parole chiave più performanti per Youtube. Da provare! Un buon titolo significa avere un buon CTR (rapporto tra visuliazzazioni e clic) e di conseguenza un numero maggiore di visualizzazioni. All’interno di Youtube Analytics lo potete vedere in diverse schede, dalla panoramica, al tempo di visualizzazione, ecc. La lunghezza del titolo deve essere di almeno 5 parole.  La keyword principale deve essere inserita all’inizio.

LA DESCRIPTION, come buona norma deve avere una lunghezza tra i 250 – 300. Le tecniche di copywriting sono le medesime di quelle relative alla ricerca organica. Evitate di fare un elenco di parole chiave ma lavorate anche sui sinonimi, sulla Proximity (sta ad indicare la vicinanza di una parola chiave; ad esempio «i migliori video a Verona») e infine sulla Prominance (valuta dove si trova la nostra parola chiave; se si trova all’inizio del testo abbiamo una keyword prominance alta, mentre se si trova verso la fine del testo abbiamo una keyword prominance bassa). Non dimenticarti di inserire qualche link che può puntare ad un post che hai fatto oppure semplicemente alla sottoscrizione del vostro canale.

LA DURTA DI UN VIDEO è un indicatore che miglior posizionamento. Si suggerisce video di almeno 5 minuti. Se provi a fare qualsiasi ricerca noterai che spesso ci sono video che durano più di un’ora.  Quindi che stai aspettando, incomincia subito!

TAG. Anche se hanno una rilevanza inferiore rispetto ad altri fattori possono aiutarti ad avere un vantaggio competitivo e a scalare posizioni. Incomincia con i Tag più specifici e lascia per ultimi quelli generalisti.

QUORA E Q&A. È buona norma sfruttare tutti quei portali come ad esempio quora o Yahoo! Answers per postare il nostro video. Evita di fare spam e cerca accuratamente argomenti correlati ai tuoi video. Come succede per il SEO anche per i VIDEO backlinks di scarsa qualità significa essere BANNATI ALL’ISTANTE.

LINKA IL TUO VIDEO E/O CANALE NELLA FIRMA. Quante email ricevi e invii ogni giorno? Non dimenticarti di inserire nella firma il tuo canale youtube oppure un video in particole che vuoi spingere.

INCORPORA IL VIDEO NEL POST. Ogni volta che fai un video scrivi un articolo nel tuo blog (o su quello di altri). Anche in questo caso la qualità del contenuto prima di tutto. Non scrivere tanto per avere un link pensa all’utente finale.

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