Mobile SEO e ricerca vocale: le nuove sfide del marketing per il 2017

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Siamo già alla fine di gennaio ma ancora tempo per fare dei buoni propositi e qualche previsione per l’anno nuovo. Per questo vogliamo parlarvi di ciò che ci porterà questo 2017 e di quali strategie di marketing dovremo mettere in pratica per mantenerci al passo con il web.

Il 21 aprile del 2016 Google ha annunciato che, da quella data in poi, sarebbero state promosse nel ranking dei risultati di ricerca le pagine mobile-friendly (cioè quelle pagine che sono fruibili sui dispositivi mobili), mentre sarebbero stati penalizzati i siti visualizzabili solo da computer.

Volendo usare dei termini un po’ più tecnici, Google sta perfezionando un indice dedicato esclusivamente alla ricerca mobile, destinato a divenire l’indice primario e il cui obiettivo è dare all’utente un risultato unico e mirato.

Con questo aggiornamento, Google ha pienamente accolto le nuove esigenze del mercato. Le cifre parlano chiaro. Infatti, in un suo post ufficiale, già nel maggio 2015, l’azienda di Mountain View dichiarava che in 10 paesi al mondo la ricerca su Google da dispositivo mobile aveva superato quella da computer.

Inoltre, uno studio pubblicato recentemente da Northstar Research, anch’esso riportato sul blog di Google, evidenzia che il 55% degli adolescenti usa la ricerca vocale ogni giorno e anche il 56% degli adulti si avvale di questo strumento: a quanto pare, si sentono più “tecnologici”. In parole povere: perché perdere tempo a digitare quando si può semplicemente parlare? Anziché scrivere, ora possiamo usare Google Now, Siri, Cortana o Alexa per ricevere risposta ai nostri quesiti in modo facile, veloce e pratico!

Di fronte a questa nuova tendenza, il popolo del web non si è fatto trovare impreparato e ha coniato subito il termine mobilegeddon. La parola mobile si fonde con armageddon, quasi anticipando un futuro “tramonto” delle pagine web che non sono mobile-friendly. Come si può immaginare, il mobilegeddon porta con sé innumerevoli cambiamenti nel modo di concepire il web: vengono chiamati direttamente in causa il design e la programmazione, ma anche la SEO e i contenuti non possono essere da meno.

Vediamo meglio quali sono le peculiarità della ricerca vocale e come sfruttarle al meglio per elaborare le vostre strategie di web marketing per il 2017.

Come funziona la ricerca vocale: l’esempio di Google Now e l’NLP

La tecnologia che è alla base della ricerca vocale di Google Now, e che fa da esempio ai concorrenti Siri, Cortana e Alexa, è chiamata Natural Language Processing (NLP) ed è programmata, come indica il nome stesso, per decifrare il linguaggio naturale. Si tratta di software in grado di comprendere e immagazzinare specifiche informazioni parlate o scritte in lingua naturale e, in base al contesto della ricerca e alle ricerche precedenti, riprodurre quelle stesse informazioni in quella stessa lingua. È grazie a questa tecnologia che le nostre app di ricerca vocale sono sempre più in grado di rispondere a domande complesse in modo appropriato e veloce, proprio come se chi cerca stesse parlando con una persona e non più con una macchina.

Ecco quindi qualche consiglio utile perché possiate sfruttare al massimo le potenzialità di questa tecnologia:

1. Mettete al primo posto la UX (User Experience).

Non dimenticate che la SEO è ormai da tempo user-friendly, cioè mira a creare uno spazio web in cui l’utente possa muoversi facilmente e trovare velocemente le risposte alla proprie domande. Perciò, concentratevi sull’esperienza dei vostri utenti e create contenuti fatti su misura per loro e, soprattutto, che siano facili e veloci da recepire e consultare. Ricordate: più sarete user-friendly e più in alto andrete nella SERP (Search Engine Research Page)! E il primo passo da compiere in questo senso è servirsi di una delle strategie fondamentali del marketing: la segmentazione. Vediamo meglio di cosa si tratta.

2. Segmentate il vostro mercato di destinazione.

Prima di iniziare a rivedere il design e i contenuti del vostro spazio web, sarà indispensabile individuare e definire le tipologie di pubblico che consultano il vostro sito, cioè quei gruppi di persone che presentano delle caratteristiche comuni in quanto a interessi e comportamenti. Per semplificare l’analisi dei risultati e ottenere dei dati affidabili, vi consigliamo anche di segmentare in gruppi le varie sezioni del vostro sito, così guidando gli utenti a visitare le pagine di maggiore interesse per loro.

3. “Alleggerite” il vostro sito e rendetelo più veloce.

Non fate aspettare troppo il vostro utente, potrebbe andarsene troppo presto senza avere consigliato la vostra pagina a qualcun altro o senza avere acquistato almeno uno dei vostri prodotti ed è probabile che non torni da voi in futuro.

Tenete conto che chi fa una ricerca su dispositivo mobile ha mediamente più fretta di chi cerca sul desktop, magari perché è fuori casa o, contemporaneamente, sta facendo mille altre cose, come fare la spesa, cucinare o dar da mangiare al cane.

Non solo: un dispositivo mobile presenta, per quanto “all’avanguardia”, innegabili limiti in termini di spazio e di velocità di connessione. Perciò, è indispensabile che il vostro sito sia il più possibile “leggero” e abbia un’interfaccia semplice da visualizzare sul piccolo schermo. Eccovi alcuni suggerimenti:

  • Responsive Check: accertatevi che il vostro sito sia accessibile su tutti i dispositivi mobile e non. Qui troverete elencati i migliori tools per effettuare il test: http://teslathemes.com/blog/10-best-tools-for-responsive-web-design/
  • Strutturate il vostro spazio web in modo da portare in primo piano gli elementi e i contenuti più importanti (dei contenuti parleremo ancora più avanti).
  • Non usate caratteri troppo grandi.
  • Non abusate delle immagini e ottimizzatele:
    • sfruttate la compressione delle immagini;
    • se avete immagini molto grandi (come ad esempio una slide a tutto schermo) cercate di differenziare le dimensioni per evitare di appesantire troppo la versione mobile del sito.
  • Nascondete qualche pop-up di troppo.
  • Minify HTML, CSS e Javascript. Non dimenticate di inserire i collegamenti CSS e JS nel footer.
  • Per chi utilizza WordPress, eliminate i plugin di troppo oppure quelli inattivi.
  • Last but not least… assumete dei bravi programmatori!

Parlando di velocità, non possiamo non tornare a parlare del colosso Google, che ha lanciato, nell’ottobre 2015, il progetto open-source AMP (Accelerated Mobile Pages). Grazie a questa tecnologia, che si serve di un particolare sistema di codifica delle informazioni, una pagina può vedere velocizzata la propria capacità di caricamento fino all’85%. Per l’utente sempre più frettoloso, si tratta di un risparmio notevole in termini di tempo, energie e di dati, soprattutto se ha un dispositivo con traffico limitato.

Se volete migliorare il vostro rendimento web, Google mette a vostra disposizione uno strumento con cui misurare la velocità di un sito:

Page Speed: https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights/?hl=it

4. Scrivete dei contenuti di qualità.

Direte voi: ma questo lo sapevamo già! Vero! Ormai tutti noi sappiamo che, per migliorare il proprio posizionamento web, è indispensabile creare dei contenuti attuali, rilevanti e aggiornati, usando un linguaggio corretto e appropriato. Ma quello che cambia con la “rivoluzione mobile” è il concetto stesso di qualità. Vediamo meglio come affrontare questa evoluzione:

  • Parlate la lingua dei vostri utenti. Una delle caratteristiche che contraddistingue la ricerca vocale da quella per digitazione è il fatto che l’utente usi un linguaggio naturale, cioè “parli normalmente”, proprio come se stesse conversando con il proprio dispositivo (e in un certo senso lo sta facendo!).Per farvi un esempio, se volete cercare un bar al centro di Roma, vi verrà più spontaneo dire “Cercami un bar al centro di Roma” che “bar centro Roma”, come fareste invece digitando la ricerca. Insomma, l’ideale è fare in modo che i vostri utenti non si accorgano affatto, o quasi, di parlare con uno smartphone!
  • Non dimenticate le domande: Chi? Cosa? Quando? Dove? Perché? Anziché iper-ottimizzare la pagina infilando parole chiave dappertutto, come probabilmente siete abituati a fare, fate in modo che i vostri contenuti rispecchino le caratteristiche del “discorso naturale”, che segue, appunto, la regola tipicamente anglosassone delle 5 W (Who? What? When? Where? Why?).
  • Sfruttate al massimo reti sociali e domande frequenti (FAQ). Rimanendo sul tema delle 5W, ponete queste stesse domande ai vostri utenti sul vostro blog, nella sezione domande frequenti del vostro sito o sui social media, per capire a fondo cosa pensano di voi e cosa si aspettano di trovare nel vostro spazio web.Mettervi nei panni del vostro utente vi consentirà di elaborare strategie di mercato efficaci e avere ben chiaro su quali aspetti del vostro business sarà preferibile investire.
  • Prediligete la strategia delle long-tail keywords. Un altro trucco per imitare il più possibile il linguaggio naturale è usare vere e proprie key-sentences, frasi-chiave, anziché le classiche keywords, quelle paroline spoglie di sintassi che l’utente stesso digita sulla tastiera, come “bar centro Roma”. Sfruttate la “coda lunga”! In questo modo, la vostra app memorizzerà la sintassi della lingua naturale e sarà poi in grado di riprodurla perfettamente nelle proprie risposte.

Insomma, le vie della ricerca vocale sono infinite e di certo questo articolo non risponderà a tutte le vostre domande, né chiarirà tutti i vostri dubbi a riguardo. Ma è certo che, se volete aumentare la visibilità della vostra azienda nei motori di ricerca e mantenervi al passo con le ultime tendenze della SEO e del marketing digitale, dovrete ripensare a fondo le vostre strategie di posizionamento e invertire le priorità: d’ora in poi il vostro sito andrà progettato per essere visualizzato su smartphone prima ancora che su desktop e non viceversa, come avete fatto finora.

5. Infografica: 6 strategie “mobile oriented” per mettere le ALI alla vostra azienda!

Scarica qui!

 

Beh, è arrivato davvero il momento di prendere il vostro smartphone, fare una ricerca mettendovi nei panni del vostro utente e chiedervi: quanto è mobile-friendly il mio sito?

 

[Articolo scritto con la collaborazione di Corrige Lab]

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