L’importanza della Personal Branding nel mercato del lavoro

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Che cos’è il personal branding? Quanti di voi ne hanno sentito parlare? Potremmo definirlo in questo modo: è la ragione per cui un cliente o un datore di lavoro ti sceglie perché ti percepisce come una persona di successo. Per attivare queste “PERCEZIONI” ci sono una serie di strategie che puoi adottare e diverse attività che puoi intraprendere.

Se credi di non avere la necessità di fare personal branding, fermati un attimo a riflettere. Voglio sfatare il mito secondo cui si pensa che solo artisti o musicisti possano beneficiare di attività di personal branding, facendosi ad esempio notare attraverso Youtube. Al giorno d’oggi, non solo le persone con una certa visibilità devono intraprendere attività di personal branding, ma anche persone comuni che come te stanno cercando clienti oppure una posizione all’interno di un’azienda. In parole più semplici, un potenziale cliente o datore di lavoro andrà sicuramente a vedere in rete chi sei, o cosa fai, prima di prendere impegni economici con te! Quindi cosa stai aspettando? Datti da fare!

Prima di cominciare prova a riflettere su te stesso su chi sei, cosa sai fare, su come vuoi essere percepito da colleghi, manager, clienti; quindi prendi un foglio di carta e fa una lista delle tue virtù. Focalizza la tua attenzione sull’immagine che vorresti dare. Una volta che abbiamo capito chi siamo e quale target vogliamo colpire è utile dare uno sguardo alla concorrenza, ovvero a quegli influencers che nel corso degli anni sono riusciti a costruirsi un’immagine vincente, simile a quella che vorresti dare tu.

A questo punto è arrivato il momento di scrivere una breve introduzione su chi siamo. Suggerisco di scriverne più versioni, in funzione del canale social che andremo ad utilizzare: Facebook, Linkedin, Twitter, ecc. Se non sei tanto bravo a scrivere, fatti aiutare da un copywriter o da una persona più esperta di te.

Perchè fare Personal Branding?

perchè fare personal branding?

Una buona attività di personal branding ti aiuta in primo luogo a creare una buona reputazione sia come persona che come professionista. Gary Vaynerchuk alla famosa conferenza Web 2.0 Expo del 2008 ha dichiarato, molto provocatoriamente:

  1. il tuo vero capitale sei tu, con tutto quello che ti rende speciale ora;
  2. smettila di farti del male facendo un lavoro che non ti piace;
  3. una crisi è una cosa fantastica: anche il palazzo dove stiamo ora, domani potrebbe non esistere più. Pensa a quante nuove opportunità!

In sostanza la vera ricchezza, in una società che tende ad appiattirci, è la singolarità. Per questo motivo la ricerca del chi siamo acquisisce un’importanza vitale per consentirci di distinguerci tra folla.

Tra i principali benefici che un’attività di questo genere può darci, ci sono:

  • aumentare il numero di follower sui canali Social;
  • aumento del numero di clienti o di datori di lavoro interessati alle proprie competenze;
  • maggior autorevolezza e leadership;
  • capacità di fare networking con altri professionisti;
  • essere consapevoli della direzione in cui vogliamo incanalare la nostra professione.

Personal Brand Strategies

personal brand strategies

1. Il cuore pulsante: Unique Selling Proposition (USP).

La Unique Selling Proposition (nota anche con l’acronimo USP) è una delle fondamenta del marketing alla quale non si può rinunciare. Per poter ideare una pubblicità efficace è necessario identificare un unico argomento di vendita.

È evidente che alla base di una strategia di personal branding debba esserci un messaggio chiaro da offrire: unico ed inimitabile! Questo non significa “vendere meglio se stessi” perché si darebbe un’immagine falsa che non corrisponde a realtà. Steve Jobs disse: Be Unique. Be Different

Se ci facciamo caso, i nostri follower (oppure gli utenti che ci seguono) prima di fidarsi hanno la necessità di vedere con chi hanno a che fare: dietro ai brand ci sono sempre delle persone in carne ed ossa. La regola di base è solo il 20% dei contenuti deve essere di pubblicità vera e propria, mentre il restante 80% può essere dedicato a contenuti utili.

Un modo semplice e immediato per creare la propria Unique selling Proposition è utilizzare la metodologia studiata da Luigi Centenaro che ha ideato una matrice scaricabile gratuitamente qui: Personal Branding Canvas.

2. Fondamenta: CV e LinkedIn

Il prossimo step da compiere comprende: la stesura di un CV e la costruzione del profilo su Linkedin.

Curriculum Vitae

Prima di tutto cerchiamo di capire cosa scrivere nel proprio curriculum vitae:

  1. condividere i progetti nei quali abbiamo lavorato inserendo le nostre qualifiche (ad esempio io potrei scrivere Seo Specialist);
  2. comunicare l’obiettivo del progetto che avete realizzato, il budget, il team ed ovviamente i risultati ottenuti;
  3. dimostrare al proprio interlocutore qual è il nostro ruolo e quali sono le skills necessarie per ottenere risultati;
  4. definire in modo conciso la USP (vedi sopra);
  5. inserire sempre una foto in primo piano: fatela fare ad un professionista, investite sulla vostra immagine.
  6. create 2 tipologie di CV: il primo utilizzando il modello europeo, mentre il secondo più grafico, ad esempio impostato come un’infografica. Esistono template sia gratuiti che a pagamento molto belli e ben fatti. Qui potete trovarne qualcuno: Curriculum infografici.

Io allego sempre anche eventuali titoli di studio, qualifiche ottenute e, perché no, qualche caso studio.

Linkedin

Il secondo passo da compiere è quello di creare o migliorare il proprio profilo LinkedIn. Indipendentemente dal tuo status lavorativo è sicuramente un modo per farsi notare dagli Head Hunter. LinkedIn è un social network, non un curriculum online, e come tale deve essere trattato.

In sintesi:

  1. Una buona immagine: come primo passo è bene investire in una buona immagine (potete riutilizzare l’immagine del curriculum) e scegliere uno sfondo che vi rappresenti (in funzione della vostra USP).
  2. Poche Informazioni: sfruttrare il sommario per evidenziare quelle parti del tuo profilo che vuoi fare emergere sia dal punto di vista caratteriale che di competenze. Poche informazioni ma scritte bene.
  3. Contenuti Extra: con LinkedIn hai la possibilità di aggiungere contenuti extra, condividendo ad esempio una notizia che ahi letto oppure chiedendo ad un cliente o ad un collega di lasciare una testimonianza sul tuo operato.
    • LinkedIn Pulse: è il blog interno di LinkedIn. Rispetto ai blog aziendali ti consente di sfruttare la rete di contatti e di collegamenti dei social networks per raggiungere un pubblico più vasto e autorevole. Puoi entrare in contatto diretto sia con influencer che con i tuoi contatti diretti (tramite l’invio di una notifica). Allo stesso tempo è una modalità intelligente per rafforzare la propria autorevolezza ed un’ulteriore fonte di traffico per il tuo blog. L’unica accortezza che devi avere è selezionale l’inglese come lingua del tuo profilo. Per coloro che hanno già un blog personale il mio consiglio è quello di creare piani editoriali differenti. È necessario puntare sulla qualità per poter generare interazioni.
    • Testimonial: contatta colleghi o clienti e fatti rilasciare delle recensioni in merito ad alcuni progetti che hai svolto per loro. Una volta fatta la richiesta hai la possibilità di ricordarglielo oppure di ritirarti. È sufficiente andare sul proprio profilo e vicino alla tua immagine troverai un pulsante (in inglese c’è scritto “View profile as”) che genera un menu a tendina. Li troverai la scritta: Ask to Be recommended.
    • Contenuti: da un po’ di tempo è possibile inserire anche documenti, fotografie, link, video e presentazioni. Credo sia un’ottima opportunità per arricchire il proprio profilo.
  4. Schedulare i Post: condividere contenuti interessanti ed in maniera costante è il segreto. Ci sono degli strumenti che ti permetto di automatizzare l’aggiornamento dei post, uno fra tutti è hootsuite.
  5. Collegarsi con vecchi e nuovi amici: sfruttare i propri contatti di facebook e/o gmail per connettersi ad esempio con ex colleghi con cui si è lavorato in passato. L’obiettivo principale è quello di aumentare il proprio network anche con persone che non si conoscono ma che rispecchiano il target al quale miriamo.
  6. Gruppi di discussione: è importante interagire all’interno di gruppi di discussione  ai quali abbiamo aderito con articoli che riteniamo rilevanti per il nostro business.
  7. Chi ha visto il mio profilo? Collegarsi con le persone che hanno visto il nostro profilo è un’ottima opportunità per aumentare il proprio network.
  8. Esempi: condivido una lista di esempi di profili che possono essere considerati “top profile

3. Social Networks e Sito web personale

Un altro aspetto molto importante è curare la propria immagine sui social network. Il primo consiglio è quello di avere un sito web dove raccontare chi sei, dove puoi inserire i progetti di cui ti sei occupato. Se non hai la possibilità di inserire casi studio, puoi sempre programmare un piano editoriale per un blog. Puoi sfruttare i tuoi profili social per divulgare i tuoi articoli aumentando la tua popolarità e, al tempo stesso, creare nuove opportunità. Per creare un sito non è necessario essere degli esperti: puoi crearlo con Altervista o con WordPress.com in modo del tutto gratuito.

Per ogni articolo che scrivi e condividi sui Social non trascurare la possibilità di creare una campagna di social advertising per amplificare ulteriormente la tua presenza.

Sull’utilizzo di Facebook o più in generale sull’uso dei social media per poter generare awareness si potrebbe scrivere un libro intero. Ci tengo però a segnalare qualche risorsa che ho trovato in rete:

  1. The 5 Keys to Building a Social Media Strategy for Your Personal Brand
  2. Personal Branding: Using Social Media To Differentiate Yourself
  3. 13 Ways to Use Facebook for Personal Branding

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