I 5 miti più comuni presenti nel SEO e tra i Social Media

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Ogni PMI che si rispetti è alla ricerca di un partner di fiducia per creare una digital strategy vincente con lo scopo di aumentare la propria visibilità attuando una strategia multicanale (non focalizzata solo in ambito SEO), migliorare la propria awareness (e quindi la propria autorevolezza nei confronti del proprio target di riferimento) ed ovviamente battere la concorrenza!

Se sei un imprenditore sai bene la complessità che sta dietro ad un piano di web marketing di successo ed allo stesso tempo sai perfettamente se un progetto può funzionare o meno. Che cosa dovete sapere su come lavorare con servizi di marketing online:

Primo Mito: “Ci vogliono almeno 6 mesi prima di essere presenti sulla prima pagina di Google”.

Personalmente mi è capitato di posizionare siti in meno di 1 mese! Se ci vogliono 6 mesi vuol dire solo una cosa: il sito ha un’architettura e un contenuto non orientato alle parole chiave a cui si punta per la propria visibilità, problemi di duplicazione, ecc. Uno degli errori che vedo di frequente, all’interno ad esempio di siti di eCommerce, è la presenza di un numero spropositato di categorie che non fanno altro che creare confusione sia allo spider che agli utenti. Provate ad immaginare di leggere il sommario di un libro sterminato con alcuni capitoli che hanno un titolo molto simile, cosa pensereste?

Secondo Mito: “Vi daremo rapporti mensili per monitorare i progressi ottenuti!”

Niente di più vero ma dipende però da come vengono fatti. Se adoperiamo software che analizzano e spediscono in automatico il report al cliente, a mio modesto avviso non ha alcun senso. Oggigiorno sapere se si è in 4^ posizione o in 40^ ha una valenza diversa rispetto al passato. Cosa succede se fai una ricerca da loggato o sloggato? Cosa succede se fai una ricerca da Verona o Milano? I risultati sono sempre gli stessi o cambiano? Ha senso creare report mensili legati alle metriche ma soprattutto ai risultati che si vogliono raggiungere (un esempio di obiettivo potrebbe essere l’aumento del 15% dei lead in un periodo di 6 mesi). Ma ancora meglio ha senso crearne anche di trimestrali cercando di spiegare e quindi interpretare i dati. Spesso i miei clienti mi dicono: Non ci capisco nulla di Google Analytics ci pensi tu Davide? In conclusione quando si progetta un sito web (ed ancora di più in un progetto SEO e/o di Web Advertising) bisogna capire che risultati vogliamo raggiungere, in funzione di essi  si definisce l’usability del sito e quindi i contenuti (e non l’incontrario!)

Terzo Mito: “I social media servono per migliorare la propria awareness ma non per creare lead!”

Prima di addentrarci sul difficile tema dei lead vi invito ad ascoltare questo video introduttivo sulla lead generation.

I social media ed sul loro utilizzo per generare lead è un mondo molto complesso e variegato. Ci sono tante opinioni contrastanti che di fatto generalizzano un tema che andrebbe analizzato nel dettaglio a seconda del proprio settore merceologico di apparenza. Dipende molto da cosa fai e da cosa vuoi ottenere. Certe professioni come ad esempio i dentisti probabilmente non si sposano molto bene con i social ma altre legate ad esempio al settore della moda lo sono ed eccome!

Quarto Mito: “Bisogna investire su tutti i canali social”

Anche in questo caso si generalizza. E’ facile ritenere che un social network come Linkedin non sia adatto per attività btoc, altri come Facebook e Twtter sono perfetti!

  • Facebook: local businesses, B2C businesses, siti di ecommerce
  • Twitter: B2B Bussiness, high-tech, online businesses, local businesses,
  • Pinterest: ecommerce sites, prodotti legati alla gioielleria, B2C companies, lifestyle companies, sole proprietors, lifestyle companies, design-focused companies
  • LinkedIn: B2B companies, tech startups, online businesses.
  • FourSquare: Restaurants, negozi con dei punti vendita reali
  • Instagram: Siti di ecommerce, prodotti legati alla gioielleria, B2C companies, lifestyle companies

Quinto Mito: “Content is King”

Ditemi la verità, quante volte avete sentito questa frase? La verità è che spesso non c’è una strategia SEO olistica specifica per il tipo di attività e area geografica di appartenenza. Avere un blog e scrivere un sacco di articolo non serve se non c’è una pianificazione editoriale mirata ad uno specifico target. Oltre alla qualità del contenuto una buona strategia SEO dovrebbe anche includere anche il mobile, l’architettura del sito, user experience, local bussiness, social media, recensioni ecc.

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